SCHEDA SPETTACOLO


pec web-03

RUMORS

di Neil Simon


DAL 6 AL 18 OTTOBRE

AL POLITEAMA GENOVESE


Regia MASSIMO CHIESA
Con la THE KITCHEN COMPANY


INTERPRETI IN ORDINE ALFABETICO

Fabrizio Careddu
Lidia Castella
Daria D’Aloia
Mauro D’Amico
Fabio Facchini
Lorenzo Tolusso
Susanna Valtucci
Marco Zanutto

 

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“Rumors” di Neil Simon è una farsa di satira sociale che ha una forza comica senza precedenti.
Onde evitare confusioni la traduzione in italiano di “rumors” è “pettegolezzi” e non come si potrebbe pensare “rumori” e che questo testo di Simon non c’entra nulla con “Rumori fuori scena” di Michael Frayn portato al grande successo dalla The Kitchen Company.
“Rumors” è una farsa, cosa assai insolita per Simon grande costruttore di commedie. Recitare una farsa è sempre molto difficile per gli interpreti in quanto l’errore recitativo è sempre dietro l’angolo.
Ma a onor del vero questo “Rumors” ha al suo interno una difficoltà in più, è una commedia truccata da farsa o forse viceversa. Bisognerà, quindi, cambiare registro recitativo spesso durante il corso dello spettacolo.

I personaggi di “Rumors” sono personaggi da commedia che, però, devono affrontare avvenimenti e accadimenti da farsa. Questa è la vera difficoltà per gli attori. A confermare questa tesi, quando nel 1989 “Rumors” andò in scena per la prima volta in Italia con la regia di Gianfranco De Bosio, Anna Bandettini terminava la sua recensione su La Repubblica in questo modo: “non si capisce perché gli attori si sforzino con tanta energia a sottrarre ogni verosimiglianza psicologica dai loro ruoli. Questi personaggi devono risultare “veri”, con le loro vite, con i loro problemi e con i loro sentimenti e si trovano catapultati in una situazione quasi irreale dalla quale non riescono più ad uscirne”.
La cosa fondamentale è che gli attori e di conseguenza i personaggi credano sino in fondo a tutto ciò che accade intorno a loro di modo che anche il pubblico non abbia mai la sensazione di stare a vedere una storia non credibile e poter ridere delle vicende che vengono rappresentate.

Rumors” è stato scritto trentotto anni fa, e come quasi tutti i testi di Simon non invecchia, anzi troviamo qui un plot assolutamente attuale.
L’azione si svolge nella lussuosa casa del vice sindaco di New York e consorte dove dovrebbe svolgersi la festa di anniversario di matrimonio dei padroni di casa. Ma il party non avverrà per l’assenza dei due festeggiati: il vice sindaco rintanato nella sua camera da letto ferito ad un orecchio da un proiettile e la moglie introvabile. Pian piano arrivano gli invitati, quattro coppie di amici, che cercano prima di tutto di scoprire cosa sia successo e poi di non far trapelare nulla dell’accaduto al mondo esterno in quanto l’uomo politico da proteggere è assai noto nell’intero Paese.
Le cose si complicano non poco con l’arrivo di un poliziotto che sta indagando su altri fatti accaduti nel quartiere. Nel corso della farsa si sprecano, appunto, i pettegolezzi del titolo.
“Rumors” è un comico affresco sull’alta borghesia newyorkese, fatua e pettegola. In questa piece andata in scena per la prima volta a Broadway nel 1988, Simon abbandona il suo ruolo di osservatore preciso e graffiante delle nevrosi metropolitane per accompagnare il pubblico in un grottesco e paradossale viaggio all’interno della farsa.

Farsa che, come spiega Simon, non concede rallentamenti, servono personaggi che entrino ed escano attraverso le porte senza mai incontrarsi. Il risultato è uno spettacolo dai ritmi frenetici e dai dialoghi surreali, un crescendo spasmodico di porte che si aprono e si chiudono, di perbenismi che esplodono, di paure che si contagiano, di incidenti che dilagano.

L’azione si svolge a pochi chilometri da New York, nel 1988, e sarebbe stato un errore trasporla in Italia e tanto meno ai giorni nostri; anche perché molte situazioni drammaturgiche pensate dall’autore non funzionerebbero più con l’avvento del telefono cellulare.
All’apertura del sipario ci appare un soggiorno di una casa molto lussuosa dove il colore dominante è il bianco, pochi sono gli elementi colorati. Una scala porta al piano superiore dove sono le camere da letto, sulla sinistra una vetrata che da sull’esterno (da dove si vede l’arrivo degli ospiti) e la porta d’ingresso, sulla sinistra la porta della cucina e a destra una porta che immette al bagno degli ospiti.
Gli uomini sono vestiti rigorosamente in smoking e le donne con abiti da sera estivi.